Benvenuti in Valle d’Aosta, ma non venite!

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800 km in 10 ore.

Questi i numeri che separano una città turistica normale da una città turistica isolata dal mondo, rimasta arretrata, chiusa, china su se stessa.

Scomponendo il problema ci vogliono infatti 4 ore di treno o 1 di volo per compiere i primi 700 km, ad esempio da Roma alla Valle d’Aosta, per poi trovarsi abbandonati.

Primo problema, il coordinamento con i diversi servizi di autobus che ormai sono l’unica via per arrivare ad Aosta: perchè nonostante i treni che attraversino l’Italia siano ormai quasi uno all’ora, come i voli, i bus che collegano Aosta ai principali aeroporti o stazioni sono pochissimi e spesso ad orari concentrati atti a non coprire l’intera giornata.

Quindi il primo passo per gestire un viaggio verso la Valle è coordinare il tragitto più lungo in base all’ultimo claudicante tratto e non viceversa.

Secondo problema, cercare, e spesso non riuscire a trovare, gli autobus che coprono direttamente la tratta Aosta-Torino, ad esempio, o Aosta-Milano: il che rende gli ultimi 100 chilometri di viaggio un percorso di ricerche online e attese in stazioni che valgono quasi l’intero tragitto percorso prima.

Terzo problema: il bus, unico mezzo possibile, su cui avremo probabilmente trovato un miracoloso posto, dopo averlo a lungo atteso a Torino o Milano, si occuperà di coprire tutte le fermate (Pont-Saint-Martin, Verrès, Chatillon, Nus), il che renderà il famoso tragitto da sogno di 100 chilometri lungo tra le 2 ore e le 3 ore.

Quarto problema: già che si perde così tanto tempo, si spera di lavorare in viaggio, ma questo incredibile desiderio può essere esaudito sempre sui treni che compiono il primo miglio, perchè poi, complice l’assenza del wi-fi e le continue curve di un autobus di montagna che entra e esce dall’autostrada, di accendere un personal computer non se ne parla neanche.

Ricapitolando quindi, se un turista, un avventore, un residente, un amante della Valle d’Aosta vuole venire tra i monti, o si dota di automobile, inquinando, investendo tempo e denaro, e rischio, oppure deve impiegare un’intera giornata per compiere non tutti i chilometri che lo separano dalla nostra regione, bensì gli ultimi metri che non sono mai stati ben collegati e che oggi sono scandalosamente abbandonati a se stessi.

Se pensiamo di renderci attrattivi con questo biglietto da visita abbiamo sbagliato programma.

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