Dal giornale

Avis, sfiduciato il presidente Pier Paolo Civelli “Rifiutata la mia volontà di rinnovamento”

Avis, sfiduciato il presidente Pier Paolo Civelli “Rifiutata la mia volontà di rinnovamento”
Dal giornale 07 Maggio 2022 ore 18:42

«Ho cercato di portare nell’associazione una visione moderna e innovativa, come viene richiesto dall’Avis nazionale. Questo evidentemente non è stato compreso né voluto». Non ci sta Pier Paolo Civelli a passare da “presidente fannullone” dopo la sfiducia che ha decretato la conclusione della sua presidenza durante l’assemblea di sabato scorso, 30 aprile. Di certo, però, la fine della sua esperienza ai vertici dell’Associazione dei volontari italiani del sangue della Valle d’Aosta - dopo la prima elezione nel 2017 e la conferma nel 2021 - è stata a dir poco burrascosa. Si sono dimessi 17 consiglieri su 28, facendo decadere il direttivo regionale. Pier Paolo Civelli aveva aperto la seduta dando la parola agli interventi degli ospiti istituzionali - l’assessore alla Sanità Alessandro Barmasse, il senatore Albert Lanièce e il primario di Medicina trasfusionale Pierluigi Berti -, ma è poi stato interrotto dalle proteste di chi reclamava che si affrontasse senza ulteriori indugi la situazione di crisi. I dimissionari sono tra coloro che nelle scorse settimane avevano inviato al presidente Pier Paolo Civelli - e al consigliere nazionale Eraldo Giovanetto - una lettera in cui si metteva in evidenza lo stallo dell’associazione dopo le elezioni dello scorso mese di giugno, con il mancato rinnovo delle cariche sociali, in particolare la mancanza delle figure del vicepresidente, dei membri dell’esecutivo e dei revisori dei conti. Venivano pure rilevati problemi nella gestione della sede, nell’approvazione del bilancio e nei rimborsi per le donazioni.

«Per me contano i dati associativi e i fatti. - replica Pier Paolo Civelli - Le donazioni nel 2021 sono state 5.563, in crescita addirittura rispetto alle 5.325 del 2019, prima della pandemia, in un anno in cui ancora le sezioni locali hanno visto la loro attività pressoché ferma a causa del Covid. Durante la mia presidenza ho investito nell’ammodernamento della struttura regionale, nell’innovazione informatica che ha permesso di gestire i flussi di donazioni, il “libro soci” e le iscrizioni on line dei nuovi donatori, tutto su un gestionale informatico. Mai come nell’ultimo quadriennio è stato fatto e progettato tanto per cambiare radicalmente il volto e la struttura dell’Avis in Valle d’Aosta. Abbiamo innovato le forme di promozione del dono del sangue puntando sui giovani e sui progetti sociali; riguardo a questi ultimi, abbiamo ricevuto 2 Premi del Volontariato del Consiglio Valle, di cui l’ultimo proprio sul tema “Smart social working associativo”, e ci siamo attivati nei progetti relativi al bando ministeriale gestito dal Csv (in particolare con l’iniziativa “La chiamata al dono” in Bassa Valle). Il tutto in un periodo di piena emergenza per la pandemia». «Abbiamo puntato sulla formazione per la comunicazione social e anche per la contabilità dal momento che adesso la riforma del terzo settore impone l’adozione di nuovi schemi di bilancio. - prosegue Pier Paolo Civelli - Il bilancio è stato redatto in base a queste nuove regole: non è stato presentato in assemblea perché il consiglio regionale, che avrebbe dovuto approvarlo, si è dimesso». «La mia impressione è che si confrontino 2 visioni molto diverse dell’Avis: - dice ancora Pier Paolo Civelli - una, che rappresentavo e verso la quale esistono delle resistenze, che guarda alle sfide e alle prospettive del futuro, a un ammodernamento rispetto a un’associazione “del campanile”, che ancora dipende da uno statuto datato e non più adeguato alle modalità di aggregazione sociale di oggi. Il mio parere, ad esempio, è che le sezioni locali in Valle d’Aosta vadano ridotte a 7 o 8, razionalizzandole a livello di comunità montana. Un’altra visione, invece, guarda ancora al passato e rischia di essere fuori dal mondo». «In ultima analisi, - conclude Pier Paolo Civelli - voglio rivolgere un grande grazie ai 3.680 donatori valdostani che meritano rispetto e riconoscenza».

L’assemblea dell’Avis ha incaricato un triumvirato - formato dagli ultimi 3 presidenti Giancarlo Civiero, Silvio Trione e Corrado Fosson - che avrà il compito di traghettare l’Avis fino al rinnovo dei vertici. Pier Paolo Civelli resterà in carica per la sola ordinaria amministrazione fino a martedì 31 maggio. L’assemblea è riconvocata per mercoledì 15 giugno per approvare i bilanci ed eleggere i nuovi vertici.

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