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Autonomisti, «Unica radice» «Dopo le elezioni aprire un tavolo sul futuro della Valle d’Aosta»

Autonomisti, «Unica radice» «Dopo le elezioni aprire un tavolo sul futuro della Valle d’Aosta»
Dal giornale 17 Settembre 2022 ore 22:01

Dopo le elezioni del 25 settembre si dovrà lavorare e dialogare per organizzare un tavolo inclusivo attorno al quale costruire un progetto serio, solido e duraturo che permetta di valorizzare tutte le sensibilità e le professionalità presenti nella nostra regione al fine di assicurare un futuro corretto e sostenibile alla nostra comunità». Lo scrive il capogruppo dell'Union Valdôtaine in Consiglio Valle, Aurelio Marguerettaz, in occasione del 77esimo anniversario di fondazione del Mouvement, avvenuto il 13 settembre 1945.

Aurelio Marguerettaz (foto) sostiene che oggi «i cittadini sono sempre più distanti dalla politica, da più parti si paventa un'astensione alle elezioni» politiche «alimentata dalla crescente sfiducia nella politica. La gente non si riconosce più nei suoi rappresentanti istituzionali e questo fenomeno rischia di mettere in forte discussione la democrazia rappresentativa che è alle fondamenta della Repubblica». Per il capogruppo dell'Uv, «dobbiamo raccogliere la sfida. La politica, la società, la cultura e l'economia di questo paese hanno nel corso dei decenni subito significativi cambiamenti. L'Italia del 1945 è profondamente diversa da quella del 2022», ma sono «tuttora attuali» i valori «su cui da decenni si fondano l'azione e il pensiero dell'Union Valdôtaine: il senso di appartenenza, il particolarismo, l'autonomia, l'identità culturale e la francofonia devono essere lo sprone ad agire in maniera consapevole ed efficace rispetto ai problemi che affliggono il nostro Paese e la nostra regione».

Per Aurelio Marguerettaz, già presidente del partito e più volte assessore regionale, i 77 anni di storia dimostrano «una continuità che i partiti nazionali non possono vantare» con l'Union come «punto di riferimento non solo politico, ma pure culturale, sociale e sottolineo identitario». E ammette: «Certo, non è stato un percorso privo di difficoltà poiché vi sono state scissioni, gravi crisi e anche oggi, tra le differenti anime autonomiste che siedono in Consiglio regionale, vi sono diverse sensibilità e posizioni, ma ci accomuna un'unica radice».

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