“Arriva l’inarpa e il problema del lupo non è ancora risolto”

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«Il problema della presenza del lupo per il mondo dell'allevamento non è ancora risolto». Lo ha sottolineato il consigliere della Lega VdA Christian Ganis con un’interpellanza mercoledì scorso, 22 maggio, in Consiglio Valle, evidenziando «le preoccupazioni degli allevatori con particolare riguardo alla fase di “inarpa” delle mandrie per sfruttare i pascoli degli alpeggi, ricordando che gli interventi messi a disposizione fino ad ora non si sono rivelati risolutivi. Le misure di prevenzione, ancorché da aggiornare, sono dei palliativi: gli allevatori chiedono di poter svolgere il proprio lavoro in tutta serenità rientrando a settembre nelle stalle con tutti i capi e non solo quelli rimasti. Serve dunque un intervento più incisivo da parte del governo in tutte le sedi».

«Gli uffici stanno lavorando a una nuova legge sui danni da fauna selvatica e sulle relative misure di prevenzione per dare maggiore sostegno agli agricoltori, in attesa anche della conclusione dell'iter dell'Unione europea per il declassamento dello status del lupo da specie “strettamente protetta” a “protetta”. - ha risposto l’assessore regionale all’Agricoltura Marco Carrel - Gli allevatori possono ricorrere a delle misure di protezione, anche combinate (recinzioni elettrificate, dissuasori acustici e luminosi, cani da guardiania, collari anti lupo dotati di ultrasuono e di led luminosi molto intensi), che rientrano in quelle previste dalla delibera 1407/2021 che riconosce un contributo regionale del 90 per cento per una spesa massima ammessa di 2mila euro». «Riguardo ai numeri - ha proseguito Marco Carrel - l’ultimo monitoraggio dell'Ispra sulla popolazione del lupo nel corso della stagione invernale 2023-2024 a livello nazionale non è ancora disponibile. Siamo intervenuti anche in fase di formulazione del Piano faunistico regionale inserendo contenuti specifici su questa tematica. È stata data particolare attenzione alla necessità di promuovere protocolli locali specifici che contengano i criteri e gli obiettivi per gestire in maniera tempestiva, a livello locale, le criticità legate alla presenza del predatore, al fine di assicurare la convivenza del lupo con le attività agricolo-pastorali. Si sta infine lavorando, di concerto con le altre Regioni, per cercare di riattivare l'iter per fare approvare in via definitiva il Piano nazionale di gestione del lupo che è fermo da troppo tempo ormai».

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