Dal giornale

“Amici di Manuela e dei Missionari Oblati di Maria Immacolata” Un’associazione filantropica per aiutare i poveri nel mondo

“Amici di Manuela e dei Missionari Oblati di Maria Immacolata” Un’associazione filantropica per aiutare i poveri nel mondo
Dal giornale 18 Giugno 2022 ore 11:47

Scuole, strutture sanitarie, organizzazione e prevenzione sono il cuore del progetto filantropico dell’associazione “Amici di Manuela e dei Missionari Oblati di Maria Immacolata - Ets”: nasce ad Aosta ma agirà soprattutto in Senegal e in Guinea Bissau. L’aggiornamento sui progetti è stato condiviso in un incontro pubblico nella Biblioteca regionale di Aosta giovedì scorso, 16 giugno. L’ingegner Luciano Ziviani ha dedicato l’associazione e un fondo filantropico alla moglie Manuela Noelli, scomparsa prematuramente, rispettandone il desiderio di destinare beni di famiglia al sostegno dell'istruzione nei Paesi in via di sviluppo, al recupero dei beni artistico-religiosi in Valle d'Aosta e Piemonte, all'aiuto dei poveri. «Il fondo filantropico - spiega l’ingegner Luciano Ziviani - è nato grazie al sostegno determinante della Fondazione Compagnia San Paolo di Torino che ha messo a mia disposizione tutta la propria struttura per guidarmi e orientarmi. Con la preziosissima assistenza della Fondazione Compagnia di San Paolo e con i missionari Oblati di Maria Immacolata, che hanno voluto condividere questi principi di solidarietà, abbiamo definito i primi 3 progetti». Determinante è stato l’incontro, casuale ma illuminante, con padre Marcellino Sgarbossa, superiore degli Oblati di Aosta: il santuario di Maria Immacolata, ad Aosta, era particolarmente caro a Manuela Noelli, che qui ha vissuto buona parte del suo percorso religioso.

Il fondo filantropico è stato aperto a giugno 2021, l’associazione è poi nata a novembre, all’inizio di dicembre una mostra di beneficenza ha avviato la sensibilizzazione del grande pubblico, che può sostenerne il consolidamento attraverso donazioni, ad esempio con il 5 per mille, ma anche finanziando a distanza giovani studenti.

La scuola di Mbour in Senegal

Il fondo filantropico prevede il progetto e la realizzazione, da ottobre e secondo i criteri costruttivi europei, di una scuola in Senegal, a ciclo completo dalle materne alle superiori. «La mia scelta si è orientata verso la formazione umanistica - prosegue l’ingegner Ziviani - per plasmare le menti e le coscienze delle nuove generazioni in Africa. Ritengo che l'istruzione e la cultura siano il pilastro fondante di una Nazione. Si è, quindi, proceduto con la predisposizione del progetto preliminare, la ricerca di un tecnico locale tramite gara di selezione, l'avvio delle procedure autorizzative, il cui iter si è appena concluso positivamente. E' in fase di redazione il progetto esecutivo, praticamente completato, ed è prossima l'indizione della gara di appalto. Nel frattempo le prime opere complementari sono già in fase di costruzione; in particolare in questi giorni si stanno realizzando il pozzo e il relativo serbatoio di accumulo. Speriamo che la provvidenza ci aiuti a trovare altri fondi per raggiungere la cifra necessaria: 1 milione 200mila euro». Serviranno poi gli arredi e i materiali, ma anche gli insegnanti: il direttore sarà un padre Oblato e la scuola si sosterrà grazie a piccole rette che potranno essere coperte da benefattori a distanza.

Il progetto salute a Farim

in Guinea Bissau

Nel paese secondo in Africa per la mancanza di strutture sanitarie, come ha ricordato padre Flavio Facchin, procuratore generale delle missioni degli Oblati della Provincia Mediterranea, il dispensario e piccolo ospedale di Farim è l’unico nel raggio di un centinaio di chilometri. Vi è pure un centro di recupero nutrizionale, che quest’anno sta aiutando quasi 300 bambini, anche con l’educazione delle mamme alla prevenzione per la salute e la creazione di pappe per i neonati. «Con Luciano - ha illustrato padre Marcellino Sgarbossa - stiamo lavorando per trovare un infermiere professionale che dalla capitale Bissau si sposti a Farim: bisognerà pagarlo. Il padre oblato che ora lavora al dispensario visita 3.500 persone l’anno e ha bisogno di aiuto».

L’ultimo progetto del fondo filantropico riguarda il Santuario di Maria Immacolata ad Aosta, definito dagli interlocutori «severo, un po’ troppo anni Cinquanta». Il vescovo di Aosta Franco Lovignana ha approvato l’intenzione di avviare uno studio, in stretta collaborazione con la Fondazione Compagnia di San Paolo di Torino, con l’apporto professionale del professor Andrea Longhi del Politecnico di Torino. «Lo studio inizierà a breve - conclude Luciano Ziviani - attraverso la formula della borsa di studio assegnata a un giovane che procederà con le indagini preliminari».

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