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Alpe Gorza: ottima cucina tradizionale e non solo a quasi 2.000 metri di quota a Chantorné di Torgnon

Alpe Gorza: ottima cucina tradizionale e non solo a quasi 2.000 metri di quota a Chantorné di Torgnon
Dal giornale 11 Giugno 2022 ore 23:47

Un tempo destinato a mayen, il ristorante e bar, anche per aperitivi con cocktail e bollicine, Alpe Gorza, a 1.960 metri sopra Torgnon, in località Chantorné Gorza, all’arrivo dell’omonima seggiovia, è stato aperto a dicembre 2006 dalla famiglia Perrin ed è attualmente gestito da Davide Perrin, assessore all’Agricoltura del Comune di Torgnon. D’inverno si trova nel pieno del comprensorio sciistico e vi vengono organizzate il giovedì e il sabato sera cene in motoslitta; d’estate è invece raggiungibile in un quarto d’ora a piedi, lasciando la macchina al parcheggio dell’impianto e salendo di soli 100 metri di dislivello. Con 100 posti sulla terrazza e circa 80 dentro, il locale ha riaperto dalla fine di maggio e lo rimarrà fino a fine ottobre, e poi di nuovo da dicembre. Ora è operativo a pranzo e la sera su prenotazione, telefonando al 347 8347267 o al 340 3305711; a luglio e agosto sempre. Nei mesi estivi dispone pure di un servizio di pesca sportiva - tutti i giorni a luglio e agosto, nei fine settimana a giugno e settembre -, con la possibilità di affittare l’attrezzatura sul posto e di pagare a peso il pesce pescato. Il locale ospita anche matrimoni, comunioni, cresime e battesimi, feste private in esclusiva, pranzi o cene aziendali.

L’attenzione alle materie prime del territorio è costante, così come la loro valorizzazione nei piatti tradizionali, con qualche nota innovativa. Tra queste, lo gnocco fritto con il prosciutto crudo di Bosses alle erbe, la pasta fatta in casa condita con ragù di selvaggina o ragù bianco di salsiccia e besciamella o con le verdure, le lasagne “maison” al ragù, la guancia di manzo irlandese cotta nel merlot di Les Crêtes e accompagnata da puré a base di patate di Torgnon, il cheeseburger di fassona con patatine fritte e la trota del vicino laghetto. Sempre in menu, figurano le pietanze tipiche: le crespelle, gli gnocchi con Bleu d’Aoste e noci gratinati al forno, la polenta con carni in umido, la bistecca alla valdostana, i taglieri di affettati e formaggi locali. Su prenotazione, è possibile degustare la pierrade, la raclette e la grigliata mista di carne con costine cotte a bassa temperatura. I dessert comprendono il gelato al fior di latte fatto in casa e guarnito con i frutti di bosco, le castagne al miele con cioccolata calda e panna montata, il tortino con cuore caldo di cioccolato, lo strudel, la crostata di frutta fresca o con ganache di cioccolato fondente e nocciole caramellate e il crumble di nocciole ripieno di crema pasticcera. Nella cantina, oltre ai vini locali, è disponibile una selezione di produttori nazionali e internazionali. Tra le birre artigianali, Les Bières du Grand Saint Bernard e quelle del microbirrificio di Courmayeur. Presente in menu anche il sidro Matterhorn dell’azienda Maley di Gianluca Telloli.

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