All’Adunata di Vicenza tanti applausi per la sfilata dei mille alpini valdostani

All’Adunata di Vicenza tanti applausi per la sfilata dei mille alpini valdostani
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Circa mille alpini valdostani si sono recati a Vicenza per contribuire all’Adunata dei record. In effetti i numeri sono ragguardevoli. Dai 90 ai 100mila alpini hanno sfilato per 13 ore, dal mattino alle 9 fino alle 22.30, quando la Sezione di Vicenza ha "passato la stecca" a quella di Biella che organizzerà la manifestazione il prossimo anno.

Il bel tempo ha contribuito notevolmente alla riuscita dei 3 giorni di festa - da venerdì 10 a domenica 12 maggio - e di convivio con numerose manifestazioni collaterali di carattere non solo militare ma anche culturale. Ventidue sono state le mostre e le rassegne e poi i concerti di cori e fanfare e incontri con le Sezioni alpine provenienti oltre che dall’Europa praticamente da tutto il pianeta, comprese quelle di Sud Africa, Australia, Canada, Stati Uniti, Brasile e Argentina.

Imponente è stato l'afflusso turistico che ha accompagnato gli alpini: 400mila presenze in città e provincia con una ricaduta economica notevole. Una provincia quella di Vicenza che annovera sul suo territorio ben 5 luoghi legati alla memoria dei Caduti della Prima Guerra mondiale: il monte Ortigara con la sua colonna mozza, il Sacrario del Pasubio, l’Ossario del monte Cimone e i 2 Sacrari militari di Asiago e del monte Grappa. In effetti molti furono i morti e i feriti in queste zone, dove si impedì all’allora nemico austro-ungarico di sfondare le difese italiane e di scendere in pianura. Famosa fu l'offensiva di primavera sferrata dagli austriaci nel 1916, nota anche come Strafexpedition o spedizione punitiva.

Così, anche la Sezione Valdostana, con il suo cartello portato dalla biatleta del Centro Sportivo Esercito Martina Trabucchi ha contribuito, con la sua presenza, alla riuscita dell'Adunata e ha fatto risuonare le vie della città il grido del suo motto inconfondibile: «Ca cousta l’on ca cousta! Viva l’Aousta!». Un motto che anche le persone ai lati della sfilata ha voluto gridare insieme agli alpini del Battaglione Aosta. A portare il nuovo vessillo dedicato alla medaglia d’oro Ettore Ramires, è stato l'alpino Didier Bionaz, biatleta azzurro del Centro Sportivo Esercito. Presenti insieme all'Aosta gli alpini della Smalp. La Scuola Militare Alpina ha sfilato con il suo striscione e il suo vessillo a conclusione del passaggio degli alpini valdostani.

Alle penne nere, ai loro valori e al loro enorme patrimonio di consenso popolare ha reso omaggio il Governo, rappresentato dal ministro della Difesa Guido Crosetto, cappello alpino in testa, da quello alle Infrastrutture Matteo Salvini e da quello dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. Sulla tribuna d’onore erano presenti il presidente della Regione Veneto Luca Zaia e di quella del Piemonte Alberto Cirio. Tra gli altri parlamentari, il sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti e il senatore questore del Senato Antonio De Poli. E, naturalmente, il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai e il presidente della Provincia Andrea Nardin, pure lui alpino.

Prestigiosa la rappresentanza militare, a cominciare dal Capo di Stato maggiore dell’Esercito generale Carmine Masiello, dal generale Francesco Paolo Figliuolo, del Comando Operativo di vertice interforze, dal generale Franco Federici, consigliere militare del Presidente del Consiglio, e dal comandante delle Truppe alpine generale Ignazio Gamba, oltre a una folta schiera di altri alti ufficiali delle Forze armate.

Il tema scelto per l’Adunata di quest’anno era “Il sogno di pace degli alpini” e gli striscioni portati in sfilata lo hanno esplicitato nella sua dimensione più vera: cioè che gli alpini sono autentici operatori di pace, perché la pace la costruiscono ogni giorno, da sempre, con opere concrete di solidarietà, vissute in pieno spirito di condivisione.

La sfilata delle penne nere valdostane all’Adunata di Vicenza di domenica scorsa con i biatleti del Centro Sportivo Esercito Martina Trabucchi e Didier Bionaz che hanno portato rispettivamente il cartello e il vessillo della Sezione Valdostana dell’Ana e, sotto, lo striscione con il celebre motto «Ca cousta l’on ca cousta! Viva l’Aousta!»

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