Dal giornale

Addio a Clemente Page, fu staffetta partigiana “Un giorno un tedesco mi puntò la pistola...”

Addio a Clemente Page, fu staffetta partigiana “Un giorno un tedesco mi puntò la pistola...”
Dal giornale 13 Marzo 2021 ore 04:04

«Lo vedi quel muro? Un giorno un soldato tedesco mi ci spinse contro e mi puntò la pistola per farmi parlare. Non dissi niente. Quell’uomo lo rividi il 28 aprile del 1945, quando lasciò il paese con i suoi commilitoni». Conservare la memoria era per Clemente Page un dovere civile e morale. La memoria dei grandi eventi della storia ma pure delle vicende più piccole, che lui aveva vissuto in prima persona quando era appena un ragazzino. Si è spento a novant’anni venerdì 5 marzo scorso all’ospedale Beauregard di Aosta e i suoi funerali sono stati celebrati lunedì nella chiesa parrocchiale di Saint-Vincent, con la partecipazione di tante persone commosse.

Classe 1930, era figlio di Elia, sindaco della cittadina termale dal 1921 al 1923, quando fu rimosso dalla carica dal regime fascista che impose la figura del podestà. Vestì nuovamente la fusciacca nel 1945, primo sindaco del Dopoguerra a Saint-Vincent.

Dopo l’8 settembre Clemente aiutò le bande partigiane che operavano nei villaggi alti di Saint-Vincent con il ruolo di staffetta. Insieme alla sua famiglia, viveva nel borgo: i tedeschi - che avevano il loro quartier generale poco distante, nell’albergo Leon d’Oro - requisirono il loro alloggio per destinarlo a prigione. La famiglia Page si cercò un’altra sistemazione ma nel vecchio edificio continuarono a frequentare il fienile e la stalla con le mucche. Così avevano occasione di ascoltare le conversazioni dei soldati tedeschi, diventando un utile fonte di informazioni per la Resistenza. Di notte, con la paura che gli stringeva la gola, al buio, Clemente percorreva i sentieri che risalivano verso il Col de Joux, nascondendo tra i denti e il labbro inferiore i messaggi per i partigiani, protetti da un involucro impermeabile. Durante una di queste missioni conobbe ad Amay Primo Levi, che proprio lì il 13 dicembre 1943 venne poi arrestato e deportato prima a Fossoli e poi ad Auschwitz.

Eventi straordinari che Clemente Page ha avuto occasione di raccontare anche agli studenti delle scuole, assolvendo instancabilmente al proprio ruolo di testimone di quei terribili fatti anche con la partecipazione a tutte le manifestazioni organizzate dall’Anpi, tra le quali la commemorazione del 7 settembre ad Amay. «Eravamo sempre io e lui ad attaccare le epigrafi dei partigiani. - ricorda con tristezza Sergio Péaquin, presidente della sezione Anpi di Saint-Vincent e vicepresidente regionale - Questa volta ero da solo ad attaccare la sua. Era una persona socievole e sempre disponibile, molto impegnata per la propria comunità». Autonomista convinto, fu infatti amministratore comunale con i Democratici Popolari negli anni Settanta e Ottanta, ricoprendo anche la carica di Assessore all’Agricoltura. E’ stato Vigile del Fuoco volontario e presidente del consorzio di miglioramento fondiario Ru Courtaud dal 1978 al 2002. Ancora recentemente, nel mese di ottobre del 2020, era stato eletto all’interno del collegio dei probiviri del consorzio. Dopo un breve periodo di lavoro alla Cogne, fu dirigente al Casinò di Saint-Vincent.

Lascia la moglie Ginetta Carlon, il figlio Laurent, le affezionate nipoti Emanuela e Sofia e la sorella Odilla.

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