A Saint-Vincent il Leone Rampante rialza la testa Nei discorsi riemerge il passato ferito dalla diaspora

A Saint-Vincent il Leone Rampante rialza la testa Nei discorsi riemerge il passato ferito dalla diaspora
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«La réunion non vuol dire rinunciare alle proprie idee o alle differenze. Oggi come mai occorre aprire la visione del futuro. La “charte d'adhesion” alla réunion deve essere vista come una spada per difendere il futuro della comunità valdostana». Lo ha detto l'assessore regionale Luciano Caveri intervenendo al congresso straordinario dell'Union Valdôtaine domenica scorsa, 16 giugno, a Saint-Vincent. «Oggi cresce il rischio - ha aggiunto - di polarizzazione politica, come nelle recenti elezioni europee destra e sinistra sono state le protagoniste, il rischio è che accada anche in Valle d'Aosta». «Una parte degli autonomisti - ha proseguito - in passato ha lasciato l'Union ma oggi siamo qui perché c'è la necessità, c'è il desiderio di stare assieme. Penso ai prossimi anni e agli importanti temi da affrontare come il cambiamento climatico, la transizione energetica, la crisi demografica e l'immigrazione, l'intelligenza artificiale, e lo statuto d'Aurtonomia riprendendo la battaglia federalista perché il richio della centralizzazione è sempre maggiore».

Dal canto sua la presidente uscente Cristina Machet, nel passare il testimone, si è detta contenta di quanto fatto fino qui, emozionata di parlare davanti a una folta platea, «sinonimo di un successo che in molti non speravano, ma anche malinconica per un ciclo che si chiude». «Erano più di due a volersi candidare - rivela Cristina Machet -, ma questo non dev’essere visto come un motivo di divisione, anzi, significa che il dibattito è vivo e che il Movimento è vivo».

Le ferite della diaspora«Dopo 18 anni, stamattina sono di nuovo un tesserato unionista» annuncia Albert Chatrian, arrivato a questo appuntamento da coordinatore di Alliance Valdôtaine e quindi tra i principali azionisti - nonchè registi - della rinascente Union. «Dobbiamo ricostruire noi stessi per tornare a essere il punto di riferimento della comunità valdostana non solo a livello regionale, ma anche nella città di Aosta. Per portare avanti questo progetto è fondamentale formare un gruppo in Consiglio Valle di 11 membri sotto lo stesso simbolo, quello dell’Uv, ed è quello che faremo. Penso inoltre che l’espressione di 2 candidati alla presidenza sia una garanzia per l’Union, significa che tutti potranno scegliere: scegliere oggi per lavorare insieme domani».

“C’è chi voleva vedere questa sala vuota”

Intervengono anche il sindaco di Gressan Michel Martinet, il consigliere regionale Corrado Jordan, Diego Bovard (ritesserato dopo 15 anni fuori dal Mouvement), François Stévénin e l’ex presidente della Regione (nonchè dell’Uv) Erik Lavevaz, tra i primi a cercare la strada della riunificazione. «Oggi non è un punto di arrivo, ma una nuova partenza che sarà fondamentale per concretizzare un sogno. - dice Erik Lavevaz - bisogna concretizzare per essere un movimento che trasformi le idee in realtà. Ci sono tanti argomenti pesanti a livello nazionale che toccano da vicino la Valle d’Aosta e bisogna lavorare; oggi è un giorno di festa e di grande emozione e sono felice di vedere questa emozione anche in Luciano e Albert (Caveri e Chatrian) che stamattina si sono tesserati, è importante. All’esterno c’è gente che non avrebbe voluto vederci festeggiare oggi e che avrebbe preferito che questa sala fosse vuota, ma c’è anche tanta gente da convincere, gente che ci osserva per vedere se saremo in grado di concretizzare».

“Non fonderemo un altro partito”

Pierre Bonel non nasconde un po’ di amarezza per alcune maldicenze messe in giro da chi avrebbe detto «che io, Thierry (Rosset) e Daniele (De Giorgis)» ovvero i 3 candidati che si sono opposti alla «cordata» Farcoz, «non saremmo patoisants. Lo siamo eccome e sappiamo lavorare e impegnarci per il bene del movimento. La nostra candidatura è frutto di una richiesta che è partita dalla base e che è stata espressione di diverse aree geografiche della Valle d’Aosta legate all’Union Valdôtaine: siamo riusciti a mettere di nuovo intorno a un tavolo tanti unionisti che non si sentivano più tali e che avevano finito con l’abbandonare la vita del partito. A chi dice che se da domani non dovessimo essere noi la leadership del partito fonderemmo un nuovo soggetto politico mi sento di rispondere ridendo e assicurando che in ogni caso noi saremo pronti a lavorare per il bene dell’Union».

«La politica è fatta di cuore e testa, ma oggi devo ammettere che è difficile scegliere cosa spinga più forte. - sostiene Patrizia Morelli candidata vice di Joël Farcoz - Il 16 giugno per la grande storia sarà un giorno come un altro, ma per noi e per la nostra storia è una giornata memorabile. Oggi celebriamo la riunificazione e sotto il simbolo dell’Union Valdôtaine per scelta. Avevo ipotizzato che il percorso verso una nuova presidenza andasse in maniera diversa, ma ci sono 2 candidature e va bene così, a Bonel dico che non serve farne un dramma. Io sono qui per lavorare e per portare il mio contributo in qualcosa in cui ho sempre creduto. Quelli dell’Union sono i valori in cui tutti noi abbiamo sempre creduto. Sempre. Anche se non eravamo in questo Mouvement. Bisogna andare al di là di quello che abbiamo vissuto e guardare oltre le frizioni e i dissapori: le radici che abbiamo sono comuni e stasera l’unico che vincerà sarà l’Union Valdôtaine perché la memoria non sia d’ostacolo a un futuro che va pensato e costruito insieme».

“Indipendentisti al vostro fianco”

Sorprende non pochi partecipanti al Congrès l’intervento di Christian Sarteur, responsabile politico di Pays d’Aoste Souverain, il movimento indipendentista invitato in quanto osservatore. Sorprende soprattutto dopo le «scaramucce» tra i movimenti venute dopo la mancata intesa per le recenti elezioni europee.

«Abbiamo votato i primi 3 punti della carta ma avremmo tranquillamente potuto firmarla tutta. La mia domanda è una sola: siete davvero sicuri e in grado di difendere lo Statuto? Siete pronti? Perché le battaglie a cui il popolo valdostano verrà confrontato saranno tante e dure e arrivano da Roma. Siamo minacciati nella nostra identità, nella nostra lingua, nella nostra cultura, ma non solo. Se sarete in grado di difendere lo Statuto e l’identità valdostana allora noi saremo al vostro fianco e perché no forse potremmo anche pensare a una coalizione» ha concluso Christian Sarteur.

Da sinistra Luciano Caveri e Pierre Bonel, in basso il presidente della Regione scambia qualche battuta a pranzo con Joël Farcoz

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