A Nus domenica scorsa la cerimonia di commemorazione del centenario della nascita del carabiniere Alessandro Déanaz

A Nus domenica scorsa la cerimonia di commemorazione del centenario della nascita del carabiniere Alessandro Déanaz
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Si è svolta domenica scorsa, 26 maggio, la cerimonia di commemorazione del centenario della nascita del carabiniere reale e partigiano Alessandro Déanaz, soprannominato “Falco”, organizzata dall’Associazione Nazionale Carabinieri sezione “Alessandro Déanaz” Nus-Fénis in collaborazione con il Comitato dell’80esimo anniversario della Resistenza, della Liberazione e dell’Autonomia, con il patrocinio dei Comuni di Nus e Fénis e il sostegno di numerose realtà presenti sul territorio. Dopo la Santa Messa celebrata nella Parrocchia di Sant’Ilario a Nus da don Andrea Marcoz, si è svolta la processione per le vie del paese fino all’obelisco di Alessandro Déanaz posizionato presso la stazione ferroviaria di Nus, in compagnia della Fanfara Storica dei Carabinieri “Tenente Gianantonio Donato” di Chivasso. Alessandro Déanaz medaglia di bronzo al Valor Militare, fu trucidato dai nazifascisti a Nus il 6 febbraio 1945. «L’associazione è sempre stata intitolata ad Alessandro Déanaz perché quelli che l’hanno fondata sono i suoi compagni». ha affermato il presidente dell’Associazione Lino Voyat. Il segretario della Sezione Alessandro Calisti ha aggiunto: «Questo ragazzo ha deciso di non sposare i principi del fascismo negando quelli della Repubblica di Salò quando gli venne chiesto di togliersi gli alamari per sostituirli con i gladi fascisti. Abbandonò l’Arma e ritornò nella sua regione, più precisamente a Fénis, per combattere con i partigiani per la libertà. Il monumento che ci ha lasciato è quello del suo sacrificio, dei suoi ideali e della sua intenzione di vivere in uno stato libero. Abbiamo il dovere di non smettere di ricordarci di lui come di quanti in quegli anni bui hanno deciso di donare la vita per lasciarci lo stato libero in cui viviamo». Il l comandante del Gruppo Carabinieri Aosta Giovanni Cuccurullo ha sottolineato che «Questo ragazzo ventunenne ha fatto una cosa importante: ha scelto. Scelto di non seguire le imposizioni dando concretezza e cristallizzando il giuramento fatto 2 anni prima. Per Alessandro dobbiamo trovare il coraggio di avere paura e di mettere le nostre passioni e i nostri sogni a servizio della comunità». Il generale di Brigata Sergio Bergamini, ispettore regionale Piemonte e Valle d’Aosta, ha evidenziato che «Alessandro Déanaz era uno dei 2.735 Carabinieri caduti nella Resistenza, parte delle bande partigiane. È un ragazzo che ha scelto di fare qualcosa per noi e dobbiamo ricordarlo». il Il sindaco di Nus Camillo Rosset ha sottolineato che «“Falco” non ha visto per pochi mesi qualcosa che noi diamo per scontato: la nascita della Repubblica italiana nel 1946. Alessandro era un giovane e a lui vorrei chiedere di essere d’ispirazione per i ragazzi che assistono alla grande crisi economica, a quella ambientale e alle informazioni che ci bombardano e che sembrano destinate ad abituarci: la guerra. Ecco, Alessandro è qui con la sua storia per dirci che c’è un altro modo, dipende da noi». Il presidente della Regione Renzo Testolin ha commentato: «Dev’essere un punto di riferimento e una testimonianza per i nostri ragazzi. Il gesto compiuto oggi vede il volto di Alessandro, ma in generale porta quello di quanti hanno combattuto per la Resistenza, per la libertà, per la Valle d’Aosta e per la sua autonomia. Per tutti quei valori per i quali oggi siamo fieri di essere valdostani e italiani e che sono il frutto di percorsi difficili. Dobbiamo onorarli quotidianamente per far sì che queste conquiste siano la sicurezza per i nostri figli di poter vivere la nostra comunità così come l’abbiamo vissuta noi». Le autorità hanno ricordato nei loro discorsi anche Luigi Mosquet, storico membro dell’Arma locale e socio fondatore dell’associazione organizzatrice, mancato recentemente all’età di 95 anni. La giornata commemorativa è proseguita a Fénis con il pranzo all’Hotel Comtes de Challant e il concerto della Fanfara storica di Chivasso all’area verde Tsantì de Bouva. «Alessandro Déanaz ha dato la sua vita per quella che oggi è la nostra libertà insieme a molti nostri concittadini. - ha concluso il sindaco di Fénis Mattia Nicoletta - Spero che il loro sacrificio non venga reso vano: per questo dobbiamo valorizzarlo quotidianamente con le nostre azioni».

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