Dal giornale

A Châtillon il gran finale del raduno delle bande musicali dopo quello di cori e gruppi folkloristici

A Châtillon il gran finale del raduno delle bande musicali dopo quello di cori e gruppi folkloristici
Dal giornale 11 Giugno 2022 ore 21:09

Con i concerti in 9 Comuni di cori accompagnati da gruppi folkloristici che si sono esibiti sui sagrati delle chiese al termine della Messa, domenica scorsa, 5 giugno si è conclusa la 70esima edizione dell’Assemblée régionale de Choeurs et des Groupes folkloriques valdôtains. La manifestazione, iniziata sabato 28 maggio, era proseguita fino a venerdì 3 giugno, con esibizioni al Teatro Splendor e - l’ultima - nella collegiata di Sant’Orso. L’evento, inserito nella rassegna Printemps en musique dell’Assessorato regionale ai Beni culturali, ha ottenuto un ottimo riscontro da parte del pubblico, dopo 2 anni di stop a causa dell’emergenza per la pandemia di Coronavirus. Perciò alla chiesa di Santa Maria Assunta a Morgex si sono esibiti la Corale Châtel Argent, la Corale e Gruppo folkloristico Lou Tintamaro de Cogne, il Coro Esprit Domaine e il Gruppo folkloristico La Gaie Famille. Alla chiesa di Saint-Léger di Aymavilles è stata la volta del Coro Nouvelle Harmonie, del Coro Penne Nere e dei gruppi folkloristici Les Badochys e Les Sallereins. Alla Cattedrale di Aosta sono stati protagonisti il Coro Viva Voce, Les Notes Fleuries du Grand Paradis e il Coro polifonico di Aosta. Alla chiesa di San Biagio di Doues tanti applausi per la Corale di Valgrisenche, il Coro Sant’Orso, la Corale Louis Cunéaz di Gressan e il Gruppo folkloristico Frustapot di Gressan. Alla chiesa di Sant’Ilario di Nus si sono esibiti la Corale Neuventse, la Corale Grand Combin, Les Jeunes Chanteurs de la Tour e il Gruppo folkloristico Traditions Valdôtaines. Alla chiesa di San Vincenzo di Saint-Vincent gli spettatori hanno ascoltato il Coro Saint-Vincent, il Coro Dames de la Ville d’Aoste, il Coro Joie de Chanter e il Coro Nota Collettiva accompagnati dal Gruppo folkloristico No Sein de Sein Vinsein. Alla chiesa di San Giorgio di Hône sono saliti sul sagrato il Coro La Manda, il Coro ChantEnvers e i gruppi folkloristici La Clicca de Saint-Martin-de-Corléans e Trachtengruppe. Alla chiesa di La Fabrique di Champdepraz, è stata la volta del Coro Mont Rose, del Coro Verrès e del Gruppo folkloristico Li Tsoque d’Ayas. Infine alla chiesa di Sant’Antonio abate a Fontainemore si sono esibiti il Coro Singen Mit Herz, il Coro La Vallée du Cervin (giovani e adulti), il Coro Ccs Cogne - Crer, il Coro Les Femmes du ru Herbal e il Gruppo folkloristico Fiour di Moun.

Gran finale del Raduno

delle bande musicali

Sempre nell’ambito della rassegna Printemps en Musique da sabato 4 giugno Châtillon ospita il 48esimo Raduno delle bande musicali valdostane. La manifestazione, organizzata ogni anno a rotazione da un gruppo filarmonico della regione a testimonianza del forte legame delle formazioni bandistiche con il territorio di appartenenza, è contraddistinta dalla voglia di stare insieme all'insegna di una passione comune: la musica. Fino a ieri, venerdì 10 giugno, 16 bande valdostane si sono alternate sul palco del Foyer de la Musique, in piazza Cavalieri di Vittorio Veneto, offrendo una settimana di intrattenimento musicale di alto livello. La manifestazione è stata inaugurata dal concerto del Corps Philharmonique de Châtillon, organizzatore di questa edizione. Domenica 5 giugno si è tenuta la Rassegna delle Bande Giovanili valdostane, giunta alla 23esima edizione, dedicata ai giovani musicisti provenienti dalle scuole di musica delle bande musicali con circa 200 bambini e ragazzi suddivisi in 8 formazioni musicali. A concludere la giornata è stato il concerto della SFOMOrchestra, uno spettacolo musicale organizzato dall’Assessorato regionale dei Beni culturali, Turismo, Sport e Commercio nell’ambito di Printemps en musique. Nei giorni seguenti si sono alternate sul palco le bande di Arnad, Chambave, Quart, Sarre, Verrès, Hône, Fénis, Issime, Aosta, Montjovet, Valpelline, Gaby, Donnas, Courmayeur-La Salle, Pont-Saint-Martin e Nus. Il Raduno delle Bande si conclude oggi, sabato 11 giugno, con una giornata di festa che porta gli 800 musicisti di 16 bande musicali valdostane ad animare il paese di Châtillon. Nel pomeriggio le formazioni musicali sono distribuite sul territorio castiglionese e suonano per la popolazione. Alle 17.30 tutti i gruppi sfilano verso piazza Volontari del Sangue per l’esecuzione della tradizionale marcia raduno, un inno composto appositamente per l’occasione dal maestro Davide Enrietti e dal compositore Andrea Morello. La manifestazione si conclude con una cena e, a seguire, la serata danzante con “I ragazzi del villaggio”. Durante quest’ultima si procede anche l’estrazione dei biglietti vincenti della lotteria del raduno.

Dolche ed Erik Bionaz

a Printemps en Musique

La rassegna Printemps en Musique proseguirà mercoledì prossimo, 15 giugno, alle 21, nel Teatro Splendor di Aosta con il concerto “Exotic Diorama” della cantante e polistrumentista Dolche, nome d’arte di Christine Herin. La serata vedrà la partecipazione speciale del Coro Penne Nere. Dolche ha lavorato al nuovo album per 2 anni, collaborando con personaggi d’eccellenza della storia della musica - il sound engineer Al Schmitt, che ha il suo nome inciso su una delle stelle della walk of fame a Hollywood, e la master engineer Emily Lazar vincitrice di un Grammy Award - e con musicisti di tutto il mondo. La sua musica è spesso stata paragonata a quella di Bjork, Feist, Peter Gabriel, Joni Mitchel e Aznavour. Ambasciatrice convinta del multiculturalismo Dolche ha creato uno show che lascerà la sensazione di aver viaggiato in mondi lontani.

Venerdì 17 giugno, alle 21, allo Splendor, sarà la volta di “Erik Bionaz, trent’an de meuzecca valdoténa”. La serata vuole essere un riconoscimento al musicista e cantante che, integralmente immerso nel liquido amniotico della cultura valdostana e del dialetto francoprovenzale, ha fatto ballare e divertire più di una generazione di valdostani. Dotato di una vocalità eccezionale, Erik Bionaz porta con sé anche trent’anni di vita vissuta in Valle d’Aosta, con i suoi aneddoti, le sue contraddizioni, la sua radicalità identitaria, tradizionale e linguistica.

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