Attività trasfusionali, via libera alla nuova disciplina regionale

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Il Consiglio Valle ha approvato all'unanimità mercoledì 20 dicembre scorso il disegno di legge che contiene la nuova disciplina regionale delle attività trasfusionali e della produzione degli emoderivati.

«Questo disegno di legge - ha detto Roberto Barmasse - risponde a 4 finalità. La prima è di aggiornamento della disciplina attuale che risale al 2009. La seconda è di revisione della strutturazione della rete trasfusionale regionale, prevedendo lo sdoppiamento dell'attuale Commissione regionale tecnico-consultiva in 2 organi: la Commissione per la programmazione in materia di attività trasfusionali, con compiti consultivi e di pianificazione, tra i quali anche la definizione in accordo con la struttura regionale competente del Programma annuale di autosufficienza regionale, e il Comitato tecnico-consultivo, con competenze più gestionali, cui spetta altresì la predisposizione del Piano pluriennale sangue e plasma. Si tratta di importanti atti di programmazione attraverso i quali la Regione concorre al conseguimento dell'autosufficienza regionale e statale di sangue ed emoderivati».

«Il terzo obiettivo di questo provvedimento - ha proseguito Roberto Barmasse - è quello di garantire, come avviene a livello statale, la rappresentanza di tutte le associazioni e federazioni dei donatori volontari di sangue presenti in Valle d'Aosta negli organi competenti per la programmazione regionale in materia di attività trasfusionali: è stata quindi eliminata la soglia minima del 12,5 per cento dei donatori attivi che le associazioni e federazioni dovevano raggiungere annualmente per essere rappresentati nella Commissione regionale. Infine, sono modificate le modalità di concessione dei contributi, prevedendo il finanziamento delle attività aggiuntive a supporto esclusivo del sistema trasfusionale regionale, individuate in specifici progetti relativi al raggiungimento dell'autosufficienza di sangue ed emoderivati, e l'incremento del 10 per cento rispetto alle quote di rimborso indicate dalla normativa statale per le attività svolte dalle associazioni e dalle federazioni regionale al fine di supportarle finanziariamente».

«Il disegno di legge - ha osservato Diego Lucianaz - manca di attenzione nei confronti della pratica della donazione autologa dando la possibilità di donare il proprio sangue in previsione di un'operazione e di quella “dedicata” che invece dà la possibilità di donare il proprio sangue a un parente o a un congiunto». Per Mauro Baccega la norma è «un grosso passo avanti soprattutto per quanto riguarda la partecipazione delle associazioni di donatori, consentendo loro di fare squadra».

L'assessore alla Sanità Carlo Marzi ha replicato che «il rinnovo della normativa sul sangue è avvenuto attraverso un continuo confronto con le associazioni di riferimento. Il mondo del volontariato in termini di dono del sangue è uno dei più attivi in Valle d'Aosta: nel 2023, 2.550 volontari hanno fatto 6.755 donazioni, collocandosi tra le prime Regioni in Italia per plasma raccolto rispetto alla popolazione residente». «Con l'unanimità su questa legge - ha concluso - rafforziamo il ruolo delle associazioni e federazioni regionali e ribadiamo l'importanza che la loro attività riveste per il raggiungimento degli obiettivi regionali strategici legati alla donazione del sangue».

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